La street art delle donne: not only pink!

La street art è
considerata uno dei più grandi movimenti artistici, capace di raggiungere non
solo un'enorme popolarità nel corso del tempo ma ancora in rapida crescita come
forma d'arte. Le opere di street art arredano principalmente aree urbane e luoghi
pubblici come muri esterni di edifici, cavalcavia, ponti autostradali e
definiscono in modo straordinario l'aspetto di molti quartieri e città in tutto
il mondo. Al centro della street art ci sono spesso riflessioni su questioni
politiche e sociali che emergono grazie all’ausilio di vernice spray, adesivi e
fibre lavorate a maglia che danno vita a decori urbani, murales monumentali o
altre simili espressioni artistiche. Da tanti anni la street art coinvolge con sempre più forza e successo anche le donne, che si confermano ottime performer di questa magnifica forma d'arte e di espressione.
La street art: un po' di storia
L’essere umano usa le
superfici naturali per disegnare e dipingerci su sin dalla preistoria, quando
impronte di mani e dipinti raffiguranti scene di caccia venivano realizzati
sulle pareti delle caverne per evocare la prosperità e l'unità delle piccole
comunità umane. Quella che oggi chiamiamo street art è legata alla guerra tra
le famigerate bande di New York City che si consumava negli anni '20 e '30
quando graffiti primitivi iniziarono a spuntare sui muri delle strade, segnando
i territori controllati dalle bande. Un clima urbano simile ha contribuito a
far sì che i murales si facessero strada anche nei paesaggi urbani delle
metropoli della California meridionale nello stesso periodo. Le origini meglio
documentate della street art provengono da Filadelfia e in particolare da New
York City. Negli anni '60, New York stava attraversando tempi difficili ed era
sull'orlo della bancarotta così le vaste aree di edifici sbarrati, lotti
liberi, fabbriche chiuse e cantieri sono diventate tele per un gruppo di
ragazzi creativi capaci di guidare lo sviluppo di una vera e propria forma
d'arte.
Temi e tecniche della street art
L’interesse
pubblico e mediatico per la street art è cresciuto a dismisura intorno agli
anni 2000, grazie anche agli interventi di Banksy che è diventato noto al
grande pubblico nonostante il suo vero nome e la sua identità rimangano ancora non
confermati. Di natura territoriale e ribelle, la street art tende a voler
trasmettere un messaggio politico che provochi discussioni e reazioni. Un’espressione
artistica collegata all'attivismo con l’obiettivo di creare consapevolezza su
questioni sociali e ambientali, spesso urgenti, con piglio divertente e
stimolante.
Un’arte che viene
creata in un’infinita varietà di modi e con una vasta gamma di tecniche. La bomboletta
spray è uno dei modi più comuni e rapidi per esporre un'opera in pubblico,
mentre sono ampiamente utilizzati anche pennarelli, vernici o per esempio
estintori riempiti di vernice colorata. Tuttavia la street art non si limita a
pittura e pennarelli, gli artisti utilizzano qualsiasi tipo di materiale e
mezzo disponibile come stencil, adesivi, poster, tessuti, luci a LED, mosaici o
videoproiezioni. Lo Yarn bombing, per esempio, è uno dei fenomeni più nuovi nel
mondo della street art e consiste nel portare per le strade filati o fibre
colorate lavorate a maglia o all'uncinetto capaci di trasformare i paesaggi in
arredo urbano.
Le donne nel mondo della street art: la carica delle donne
La street art è fin
da sempre visibilmente dominata dagli uomini, per motivi sia sociali che
culturali. Per un uomo è sempre stato più facile muoversi di notte e tutt’oggi
è ancora evidente purtroppo quanto sia rischioso per una donna non solo
spostarsi in autonomia di notte, ma anche farlo in contesti periferici e poco
sicuri come le stazioni, i quartieri poco frequentati e tutte quelle aree
urbane dove la street art si sviluppa. Questo però non significa che manchino
artiste di strada di talento e di diversa estrazione che producono arte
mozzafiato e propositiva in tutto il mondo, anzi molta strada è stata fatta. Tante
donne si impegnano per liberare la street art dagli stereotipi culturali e per superare
la disparità di genere che le ha relegate a lungo lontane dall’espressione
artistica.
La street art è
rimasta dominata dagli uomini fino a quando Sandra Fabara ha iniziato a
scrivere graffiti con lo pseudonimo di "Lady Pink". Le donne oggi
usano graffiti e murales come mezzo per esprimere il proprio stile personale, le
loro idee, per fare dichiarazioni politiche e di nomi oggi ne potremmo fare
davvero tantissimi.
Ho scelto per
questo di fare un elenco utile a presentare uno sguardo femminile sulla street
art, sfaccettato e davvero molto stratificato.
Lady Pink
Lady Pink, (Sandra
Fabara, nata nel 1964), è un'artista di graffiti e murales nata in Ecuador e
trasferitasi a New York quando aveva sette anni. Ha concentrato la sua carriera
sull'emancipazione delle donne, utilizzando la street art come atto di
ribellione ed espressione di sé. Lady Pink è stata soprannominata la
"first lady dei graffiti" perché è stata una delle prime donne attive
nella sottocultura dei graffiti della metropolitana di New York dei primi anni
'80.
Ha studiato alla
High School of Art & Design di Manhattan e ha iniziato la sua carriera di
scrittrice di graffiti nel 1979, in seguito alla perdita di un fidanzato. È
sposata con un artista di graffiti, SMITH, con il quale collabora spesso a
murales e lavori commerciali. Nel 1980 ha creato il gruppo di graffiti tutto al
femminile “Ladies of the Arts”.
Shamsia Hassani
Nata nel 1988 in Iran da genitori afghani,
Shamsia Hassani è considerata la pioniera della street art in Afghanistan.
Un’attività svolta non senza difficoltà visto l’alto grado di rischio che una
donna corre, anche negli ultimi vent’anni, per poterla portare avanti. Nonostante
tutto Hassani viene ripresa spesso con la bomboletta in mano a dipingere muri
di colore, al di là di ogni personale preconcetto. Dopo aver partecipato nel
2010 a un workshop di street art tenuto a Kabul dall'artista inglese Chu,
Shamsia Hassani inizia a dipingere figure femminili proprio sui muri delle
strade di Kabul. I suoi disegni sono volti di donne eteree e sognanti, con
sguardi malinconici o colmi di speranza che raccontano le paure racchiuse nel
passato delle donne afghane.
Mademoiselle Maurice
Francese di origini
nata tra le montagne della Savoia, questa giovane artista, Mademoiselle Maurice, lavora come street
artist ma con uno stile particolare: niente bombolette o rulli, bensì eleganti
origami realizzati rigorosamente con la carta. Dopo aver studiato Architettura
a Lione e aver lavorato prima a Marsiglia e poi Ginevra, è partita per il
Giappone dove ha trascorso oltre un anno. Oggi con il suo lavoro Mademoiselle
Maurice regala giochi visivi tridimensionali carichi di magia.
Kruella D’Enfer
Non puoi dire di
essere uno street art hunter se non hai visto almeno un’opera della portoghese
Kruella D’Enfer. Da sempre a suo agio nel dipingere muri di grandi dimensioni e
opere intimiste su carta e tela, il suo uso di colori contrastanti e di forme
geometriche è un mix assolutamente perfetto. Una delle sue opere più
interessanti è stata realizzata a Vienna durante il Calle Libre Festival.
Alice Pasquini
Alice Pasquini
viene definita da molti come la street artist donna per eccellenza in Italia e uno
dei suoi muri più belli è proprio a Reggio Emilia. Romana classe 1980, Pasquini
è stata invitata in moltissime città in Italia e nel mondo, come New York e
Buenos Aires, a raccontare il suo immaginario creativo. Oggi è direttrice
artistica di uno dei festival di arte urbana più interessanti in Italia: il
CVTà Street Fest a Civitacampomarano nel Molise.
Giulia Salamone Noeyes
Giulia Salamone,
conosciuta come noeyes, è considerata una delle artisti emergenti più
interessanti. Oggi si sta dedicando a diversi tipi di linguaggi artistici,
raccontando la sua visione dell’arte e della realtà attraverso composizioni
cromatiche sempre in bilico tra sovrapposizioni e trasparenze.
La street art e il marketing
I confini della
street si sono allargati nel tempo fino a toccare il rapporto con le
istituzioni, prima conflittuale, che è sfociato in esempi virtuosi di
collaborazione. Di pari passo sono nate anche collaborazioni commerciali che
hanno permesso alla street art di farsi conoscere presso diverse fasce di
consumatori. È il caso per esempio di Wycon Cosmetics che qualche anno fa le ha
aperto le porte raccontando un’edizione limitata di rossetti a lunga durata in
collaborazione con tre interessanti artiste impegnate nel mondo dell’arte
urbana e dell’illustrazione: La Fille Bertha, Sara Fratini e Federica Ubaldo.
Il packaging è
stato rielaborato con una serie di ritratti dedicati al mondo femminile, lo
stesso che le artiste esplorano nell’ambito della propria produzione artistica.
Un mondo, quello
della street art, che nel tempo si è allontanato molto dal suo intento
originario ma che continua a lavorare per superare il divario di genere e che
nonostante la trasformazione incessante non ha mai smesso di reinventarsi,
contaminare e lasciarsi contaminare.
La street art è una grande opportunità per gli artisti di tutto il mondo, e, se abbinata ad una formazione strategica e di marketing, porta a risultati favolosi! Se una street artist o uno street artist? Scopri subito i nostri corsi!